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ROBERTO MASTROTTO: L’ATLETA CHE HA INIZIATO A CORRERE PER DIMAGRIRE E NON SI È PIÙ FERMATO

Intervista a Roberto Mastrotto, l’atleta di trail running originario della Valle del Chiampo che ha iniziato a correre senza più fermarsi.

Un tempo semplice sportivo, oggi atleta trail runner pluripremiato, Roberto Mastrotto ci racconta dei momenti lieti e della forte crisi che lo ha visto bloccato in ospedale per due mesi: “Ma ho la testa tanto dura e sono tornato a correre”.

Partiamo dall’inizio: hai iniziato a correre per rimetterti in forma e non ti sei più fermato? Spiegaci per bene che pare una fiaba a lieto fine…
Ho iniziato a correre verso la fine del 2014, un po’ per caso. Erano 2 o 3 anni che avevo smesso ogni attività fisica e di conseguenza avevo messo su qualche chilo di troppo. Ho quindi deciso di iniziare a correre nonostante non l’avessi mai fatto per dimagrire, ma è scattata la scintilla al punto che non ho più smesso dopo la prima uscita.
Ho anche fatto una sorta di piccola pazzia ovvero cimentarmi con la Durona Trail, una maratona di 60 km insieme agli amici e da lì in poi il trail running è diventato parte di me.

Ma questo genere di sport era già presente nel tuo background?
Correre per correre, no. Mai fatto prima. Sicuramente avevo lo sport dentro di me, ma fino al 2015 non avevo mai corso.

Il tuo rapporto con l’alimentazione come è cambiato? E come è oggi?
Da un certo punto di vista posso dire di non aver dovuto fare sacrifici per perdere peso. Nel corso delle settimane e dei mesi in cui correvo ho visto il mio fisico cambiare.
Certo che quando ho dovuto diventare più competitivo nel trail running ho iniziato ad eliminare tutti gli alimenti che non permettevano al mio fisico di funzionare bene. O che mi portavano a impiegare tempi più lunghi per recuperare.
Mi sono mosso quindi verso un’alimentazione sana e naturale.

E la nutrizione quanto conta o ha contato?
Nel 2018 ha contato ma non in maniera preponderante, nel senso che era sempre andato tutto bene… Ma nel 2019 ho avuto uno stop non previsto che mi ha costretto in ospedale e le cose sono cambiate. Prima non ci badavo abbastanza. Da dopo l’ospedale ho iniziato a ricercare con cura qualcosa che aiutasse il mio corpo in modo naturale e per questo mi sono avvicinato a Dinamo. Cercavo una soluzione naturale per l’integrazione sportiva in gara.

Come mai hai deciso di provare Dinamo?
Dopo quanto vissuto in ospedale mi sono informato e ho seguito dei consigli di altri amici trail runner.

Quali sono gli integratori che preferisci e perché non ne puoi fare a meno?
I prodotti che uso di più sono i gel e direi che il mio preferito è quello al gusto di barbabietola e limone.
Utilizzo tanto in gara anche la polvere isotonica per avere un giusto apporto di sali in corsa.
Mi trovo molto bene anche nel pre-gara e nelle gare molto molto lunghe dove integro ogni tre ore e di base la grande differenza che noto è che rispetto a tanti altri colleghi ho meno problemi, non ho dolori addominali. Sia in gara che nei giorni seguenti. Sento meno affaticato il fisico.

La tua prima vittoria importante è arrivata dopo solo un anno. Cosa hai provato? Cosa hai pensato?
La mia prima maratona Durona Trail 2015 l’ho presa come scherzo, ma nel 2016 ovvero l’anno successivo mi sono ritrovato a vincere questa gara con grandissimo stupore da parte mia. É stata una doppia soddisfazione: sia per la vittoria che per l’essere a casa mia.

Ma non si parla sempre e solo di gioie… Nel 2019 hai avuto una infezione batterica, leggo, che ti ha bloccato per un mese. Se questa è una brutta notizia per tutti, per chi ha fatto della sua passione sportiva (in parte) la sua vita, cosa significa? Come si affronta?
Brusco freno a mano. Potrei dire che è stato un muro che ho preso in pieno volto.
Fino a quel momento tutto stava andando alla grandissima, ma dalla sera alla mattina mi sono ritrovato che non riuscivo più a camminare bene e la sera stessa ricoverato in ospedale.
In questi due mesi di ospedale vedevo la vita scorrere, le gare che avevo pianificato realizzarsi e io ero sempre fermo in ospedale. Però a rivedere il tutto da oggi è stata una tappa molto importante per me. Mi ha temprato. Quando ho dei momenti di crisi nelle gare, pensare a quanto ho affrontato e vissuto mi aiuta molto visto che rispetto a quei mesi in ospedale, i momenti difficili di una gara sono delle sciocchezze.

Cosa ti ha aiutato di più in quel periodo?
Tanta vicinanza da fuori. E la tenacia dentro di me, ho la testa tanto dura.
Avevo in mente degli obiettivi che mi sono visto sfumare in quel periodo, ma che mi sono imposto che avrei recuperato andando contro il parere dei medici che avevano detto che non sarei più tornato a correre e tanto meno a gareggiare. E invece…

Come gestisci la tua quotidianità da atleta? E sotto gara?
Io lavoro comunque 8/9 ore al giorno, ma la sera mi ritaglio un paio di ore per incastrare gli allenamenti. Mi alleno ogni giorno. Nei fine settimana faccio doppi allenamenti o faccio i lunghi. Diciamo che si incastra tutto nel tempo a disposizione.

La tua soddisfazione maggiore?
Ne ho avute tante, non saprei dire la più grande ad oggi. Questo weekend sono arrivato secondo alla cento miglia di Istria ed essendo fresca ho le emozioni di queste 19 ore e mezza di gara ancora ben presenti.

Il successo più grande?
Trans d’Havet nel 2018 e Ultrabericus 100 tre settimane fa.

Un consiglio che ti va di condividere con chi si avvicina al trail running?
Di divertirsi. É una passione. Uno sport che permette di vivere e di apprezzare appieno la natura e le montagne. Io me ne sono reso conto appieno solo quando ho iniziato.